Sono passati più di tre mesi da quando vi parlai l'ultima volta della mia esperienza shiatsu (festa shiatsu a parte, a proposito, venite?) e da allora è cambiato parecchio.
Cosa? Con la scuola siamo entrati nel vivo del 2° anno formativo e ciò ci ha portati (me, Gio e i colleghi allievi) a un ribaltamento delle posizioni, delle nostre impressioni riguardo questa disciplina. Mentre infatti durante il primo anno eravamo concentrati sulla tecnica (è questo il percorso didattico voluto dal nostro Maestro, e lo condivido), ora stiamo sviluppando la nostra sensibilità; ciò tira fuori tutta una serie di interessantissime tematiche legate alla medicina tradizionale cinese, alla filosofia orientale, al prendersi veramente cura del prossimo attraverso una nuova visione di se stessi. Provo a spiegarmi.
Dal punto di vista del ricevente. Ricevere un trattamento vuol dire riscoprirsi attraverso le mani di un altro, come se uno scultore stesse scolpendo te, oh blocco, per ricavarne fuori la tua essenza, trovare in te un'interpretazione oggettiva e il più vicino possibile al "modello" del benessere. Chi riceve può sentirsi bene sotto la pelle, dentro le ossa, sentire tepore oppure una sensazione di freschezza. Sente anche che qualcosa dentro si muove, anche a livello emotivo. I blocchi energetici che uno shiatsuka va a cercare di sciogliere hanno sovente una corrispondenza nella psiche; ciò porta a un effetto catartico. Fisico, psiche ed emozioni, quindi.
Dal punto di vista di chi tratta. Studiare da operatore vuol dire riscoprire di avere un corpo e studiarlo attraverso quello degli altri. "Perché questo signore ha provato un sussulto?", "chissà lei cosa starà provando in questo momento..." sono tutte domande lecite che col tempo un operatore cercherà di porsi il meno possibile durante la pratica, poiché deve rimanere concentrato. Però si pongono. E pensare di poter discutere coi propri colleghi o col Maestro di tali risvolti è semplicemente affascinante.
I cinesi ci hanno lasciato la loro antica tradizione (già nel XI secolo avanti Cristo aveva raggiunto un'importanza e diffusione non indifferente), poi rielaborata dai maestri giapponesi che ne hanno codificato sequenze, posizioni e metodi, fino ad arrivare negli anni '70 fino a noi in Europa. C'è un filo conduttore che ci accomuna con quelle antiche civiltà e che attraversa la concezione di equilibrio con l'universo, del quale l'uomo fa parte imprescindibile, ma in rapporto con il tutto.
Se pensavate che fare shiatsu significasse strofinare e picchiettare in quattro punti un povero sottoposto, vi prego di ricredervi e, quanto prima, sperimentarlo. Io e Gio siamo sempre contenti quando amici e conoscenti ci chiedono di provare un trattamento (gratuito), poiché così possiamo provare a farli stare meglio.
A questo proposito, spero alcuni di voi possano intervenire domenica 14 Dicembre alla serata che stiamo organizzando presso l'associazione Pranava di Gio. Sarà presentato un nuovo 1° anno del corso ma soprattutto, grazie alla presenza del Maestro, degli istruttori e degli allievi, potrete sottoporvi a dei signori trattamenti, anche se di minore durata in quanto dimostrativi.
Per qualche notizia sullo shiatsu o sulle nostre attività vi rimando all'apposita pagina della serata.
Da amico invece mi auguro che non vi facciate mancare un trattamento.
10 dicembre 2008
Pensieri - Perché fare shiatsu, perché riceverlo
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7 commenti:
Allora ci vediamo domenica, finalmente l'occasione di riprovare questa rilassantissima esperienza. Se mi risparmi la posizione seduta probabilmente mi piace di più, quella prima volta sono stato di uno scomodo impressionante!
Ma ti aspetto con molto piacere, porta pure qualcuno, se vuoi... No ok, niente posizione seduta ;-)
Carissimo stavo giusto pensando che domani sera c'è la cara Juventus, e sicuramente se per le 19.30 sono da te il primo tempo salta tutto e dovrei rimanere a Giarre per vedermi il secondo con un collega. Tanto tu sei lì comunque,no? Me la penso a questo punto, se non mi invitano da nessuna parte ci sarò sicuro. Grazie per l'ospitalità ;)
Senza alcun dubbio la prossima volta che per diletto entrerò nella piana di Catania verrò a trovarvi e sicuramente proverò quanto descrivi..
Carissimo Peppe... come va?
Nell'attesa che anche questo Natale lo si possa bello e archiviare.. e tu sai perchè.. ti auguro un mondo di bene e per il 2009 di realizzare tutti i tuoi desideri..
Un abbraccio grandissimo...
Piuttosto... non intendo abbandonare quella ideuzza cui ti parlavo qualche tempo fa.. anno nuovo ... vita nuova... magari davanti ad una ottima pizza..
Ci sentiamo..
Ciao Peppuzzo, da quanto tempo... un secolo e mezzo fa ci siamo scritti, ma sono quì per porre rimedio e soprattutto per augurarti un Felice Natale...con la tua dolce metà, con la tua famiglia, coi tuoi amici.
Un bacio grande. Rose ^__^
@kniendich: Sentiti pure libero di venirmi a trovare quando vuoi! Grazie per gli auguri, ricambio sentitamente a te, moglie e famiglia. Per quanto riguarda l'ideuzza, a esposizione! Non ho rinunciato nemmeno all'idea della pizza con la birrozza.
@rosalba: Ma pure a teeeeee. Ci si becca poco ma buono, non credi?
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