06 aprile 2006

Musica - Grande cuore a Palermo


Grande spettacolo!Come esprimervi l'immensa gioia provata martedì sera di fronte alla musica di Niccolò Fabi? Sì, perché la sensazione era quella di toccare con mano le note e ciò che con esse scaturiva, quasi le melodie fossero palpabili.
Attendevo questo concerto da anni. Da quando Miky mi fece ascoltare il primo album (quello con Dica e Il Giardiniere, per intenderci); goduto di sfuggita al Foro Italico durante un evento estivo (troppo dispersivo, come lui stesso ha ribadito durante il concerto); e finalmente eccolo qui, al Teatro Golden, col suo cespuglio di capelli, reso tanto famoso dalla celebre canzone che ne tesse le lodi, con il suo gruppo pieno di strumenti "animati" da suoni che hanno preso vita come capaci di intendere e volere. Suoni di banjo, suoni di flauto traverso, di basso, percussioni, archi (splendidamente realistici, seppur sintetici) e rhodes.
Musica, ragazzi, musica!
E poi la celebre chitarra di Niccolò, col quale ci ha ammaliati con una versione intimissima ed acustica di Ostinatamente, cui non sapevo fosse così romanticamente attaccato. E poi, così via, tanti grandi successi del passato, a volte musicalmente reinterpretati come la mitica Rosso (nevvero, Marco... ti dice niente? :-) o Lasciarsi un Giorno a Roma, che mi ha quasi strappato una lacrima, tale era l'interpretazione; e ancora la hit con Gazzé Vento d'Estate, da sempre un tormentone, Se Fossi Marco, È Non È, Il Negozio di Antiquariato, Mimosa ed Offeso. Un plauso alle nuove canzoni: onestamente ho acquistato i brani su iTunes Music Store qualche settimana fa alla modica cifra di 9 euri e 99, non avendone assimilato l'anima e preferendo ascoltare in contemporanea altro. Qualche giorno dopo cominciavo a realizzare che sotto le melodie sempre orecchiabili e la voce vellutata del cantante, come sempre (come mai mi sono rifiutato di notarlo!) ci sono dei testi che vanno oltre!! Come se Niccolò avesse pronta una metafora per ogni cosa, per ogni gesto, con semplicità ed umiltà, ma fino ad arrivare a toccarti il cuore con un dito, perché di emozioni si tratta, e Niccolò è bravo a trasmetterle ma anche a tirarle fuori da ognuno di noi. Tra i brani di Novo Mesto, il nuovo lavoro, spiccano la pluritrasmessa Costruire:

ma tra la partenza e il traguardo
nel mezzo c'è tutto il resto
e tutto il resto è giorno dopo giorno
e giorno dopo giorno è
silenziosamente costruire
e costruire è potere e sapere
rinunciare alla perfezione

e poi la stupenda Evaporare:
allora vorrei evaporare
per essere dovunque
ed entrando nei respiri
comprendere i pensieri

mentre in apertura di concerto (avrei potuto scommetterci) il brano omonimo dell'album, Novo Mesto, dove il banjo fa da compagno all'allegra cantilena (bello davvero!):
respiriamo cosa siamo
e decidiamo di essere
nutrimento di ogni tempo
sta nel vento polline
l'aria è come noi
questa è l'aria intorno a noi

ed ancora un plauso all'orecchiabilissima Mettere le Ali, che spero diventerà presto un singolo di successo, proprio come i grandi suoi tormentoni del passato:
così insegniamo ai più pesanti a mettere le ali
ricordiamo ai parlamenti di mettere le ali
invitiamo gli insegnanti a mettere le ali
non è mai troppo tardi
non si è mai troppo vecchi

Aaaaahhhhh... cos'altro? Lui è stato piacevole, pacato e simpaticissimo, pieno di battute, qualche volta si fermava, anche in mezzo alla canzone, per dare delle spiegazioni sui testi. Mi sono lasciato per ultimo il brano che più m'ha coinvolto, forse perché vi sono legato emozionalmente, forse perché ho sempre sperato di cantarla a squarcia gola insieme a Niccolò e a chi, come noi, hanno provato esperienze simili... un altro bel po' perché l'ha interpretata veramente bene: Il Male Minore.
Sebbene sia andato solo (per mancanza di volontari disposti a sorbirsi tale magnificenza musicale) ripeterei l'esperienza una miriade di altre volte, quindi ne approfitto per ringraziare Paola che mi ha trovato il biglietto in un posto niente male (smuà)!
Peccato che i palermitani non abbiano capito l'importanza dell'evento ed abbiano lasciato il teatro mezzo vuoto. Siamo, come Niccolò stesso ha detto, gli unici testimoni Siciliani della sua musica, in quanto il concerto del 3 ad Adrano è stato misteriosamente annullato per inagibilità del teatro!

Un po' di tristezza...

7 commenti :

gio ha detto...

Non posso non lasciare un commento a questo post...
Come ti ho detto, non cocoscevo Noccolò Fabi se non per la canzone sui suoi capelli.
Devo ringraziarti per avermi fatto ascoltare alcuni suoi brani, ne sono rimasta positivamente colpita! :-)
Quindi, gioietta, per il suo prossimo concerto siciliano puoi contare sulla mia compagnia! :-D

Noy a.k.a. Manah ha detto...

Adesso so, quel posto vuoto accanto al mio, a chi fosse destinato. Grazie.

gio ha detto...

... non cocoscevo Noccolò Fabi... ahahahah... ho le lacrime agli occhi per le risate!!!
Devo abituarmi a rileggere ciò che scrivo, prima di pubblicarlo (anche se ricordo di averlo fatto, ma chissà dove avevo la testa...)!!!

E chi non cocosce Noccolò...! :-D

Noy a.k.a. Manah ha detto...

Ed io devo abituarmi a leggere le cocosciate che scrivi ;-) Non me n'ero accorto!
Ma comeeeee, io scrivo cose carine e romantiche e tu ti metti a ridere?!

gio ha detto...

Ok, sappi che ciò che hai scritto tu mi ha lasciata "interdetta" per alcuni minuti... amore mio! E non devi ringraziarmi, sono io che ti ringrazio per come mi arricchisci la vita.

Daaaiiiiii... e poi la cocosciata che ho scritto non ti ricorda qualcosa? Uewel! :-D

Noy a.k.a. Manah ha detto...

Arricchimento reciproco, tesoro.
Dai, promettimi che ci torniamo e lo chiediamo di nuovo: vorrei un... Uewel! :-D

gio ha detto...

Ma certo che ci torniamo... era così romantico...! Con quello scorcio di cielo tra le fronde di quel maestoso albero... aaaaaaahhhhhhh...

Lui: "Che posso portarvi?"
Noi: "Un Jewel e u KK, grazie"
Lui: "Cheeee?"
Noi: "Un Uewel e un kappakappa, spirtuni!!"

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