29 marzo 2006

Letture - Alta Fedeltà


Una volta avevo più fiducia in me stesso. Mi bastava sapere di essere un dj, neanche uno di quelli tanto bravi, ma sufficientemente carismatico da permettermi gli sguardi di qualche ragazza carina, di quelle che si avvicinano mentre armeggi con cuffie e mixer e ti chiede - hey, ce l'hai qual brano tot che fa così... - e nel mentre rimpiango il giorno maledetto che lo vidi sullo scaffale e decisi che era meglio spendere quel deca nell'ultimo frutto del mio incompreso gruppo preferito.
Alta Fedeltà, di Nick HornbyEcco, potrebbero benissimo essere parole mie (ed in realtà lo sono, perché le ho scritte di mio pungo, non sono una citazione), come invece del mirabolante protagonista del libro che ho appena finito di leggere o meglio... divorare. Mi ha stregato, lo ammetto, e ringrazio infinitamente la cara Eu, al secolo Eugenia, per avermelo regalato (tranquilli raga, tra un po' inizierò pure le 4.746 pagine di Narnia!) ma lei tanto questo blog non lo legge, quindi non saprà mai quanto gli sono riconoscente :-p
Si chiama Alta Fedeltà ed il suo autore è Nick Hornby, un londinese che ha ambientato la sua storia, appunto, in un piccolo quartiere della metropoli e Rob, il proprietario di uno sconfusionato e sporco negozietto di dischi usati, ha proprio una fissa: al punto di credere che la gente possa essere giudicata dalla propria collezione di dischi (e un po' lo penso anch'io, lo ammetto)! Ma la vicenda (narrata dal protagonista in prima persona) comincia con l'elenco delle proprie delusioni amorose, e di quanto queste abbiano "guidato" la sua vita verso una strada un po' autolesionista ed abbandonata, un vicolo dal quale è difficile venire fuori, quello di un'inconsueta (e sbagliata) arrendevolezza dinanzi ai propri limiti. Ed in mezzo ci sono personaggi buffi (i colleghi di lavoro) ma incredibilmente verosimili (i suoi genitori e le ex ragazze) che costellano le giornate di questo trentacinquenne che a tratti si sente comune e banale, altri invece unico e speciale, nel suo modo di affrontare il dì.
È veramente un piacere da leggere, specialmente se giocate ad indovinare e rimembrare le innumerevoli citazioni musicali; dovreste però avere un'età di almeno 25 anni per farlo ed un bagaglio non proprio alla portata di tutti, quindi... buona fortuna!
Vorrei aggiungere un paio di sensazioni personalmente provate nella lettura delle 253 pagine del libro. Innanzitutto, è stato forse in assoluto il libro del quale abbia avuto più voglia. Figuratevi che la mattina sono arrivato ad uscire 45 minuti prima, per fermarmi in auto a leggerlo in santa pace! Circa dieci giorni per finirlo, sono una specie di record personale.
Poi m'è piaciuto il modo in cui Rob ha deciso di affrontare piccoli e grandi dilemmi, ma anche le fortune in cui si è imbattuto.
Sì, lo ammetto, in questo strano (ma imbarazzantemente comune) Rob, ho visto tanto di me.

2 commenti :

marta ha detto...

Winnie! Anche a me è piaciuto tantissimo! Anch'io l'ho divorato e l'ho finito di leggere forse un mese fa, e dopo la lettura sono andata a rivedermi il film che non ha nulla da invidiare al libro....tra le "comparse" c'è anche una catherine zeta jones alle prime apparizioni....
Nonostante sia descritto, per forza di cose, l'universo maschile e il suo approccio al rapporto di coppia, è stato divertente ritrovarsi nelle situazioni e nelle sensazione descritte dall'autore.
Se posso consigliarvi, soprattutto per par condicio, uno sguardo sull'altro lato della mela, leggetevi sempre di Hornby COME DIVENTARE BUONI. Ho cominciato a leggerlo in treno l'altro giorno e non è niente male!!!
Baci, e buon we a tutti!!

Noy a.k.a. Manah ha detto...

Cucciolottaaaaaaaaaaa, che bello sapere che l'hai letto anche tu! E ti è piaciuto, quindi... ma davvero c'è anche un film? Con la Jones?!? Whoooooooooo... Ehi, è proprio vero! Me lo procuro subitissimo! Ero infatti indeciso su quale altro libro prendere di Hornby, temendo di non ritrovare lo stesso piacere leggendone un altro, ma dato che ti prendi tu la responsabilità della scelta... :-)
Smack! Buon WE pure a te.

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